Legge Beckham e visto per nomadi digitali: il 24% flat spiegato
Da quando sei arrivato a Valencia senti parlare della « legge Beckham » a ogni aperitivo. Dietro il soprannome c'è un regime fiscale che può alleggerire parecchio la tua dichiarazione spagnola. Ecco l'essenziale, senza gergo, per capire se ti riguarda.
Cos'è la legge Beckham
Ufficialmente è il « regime speciale per lavoratori trasferiti » (articolo 93 della legge spagnola sull'IRPEF), soprannominato come il calciatore che lo usò a metà anni 2000. In pratica: se diventi residente fiscale in Spagna, puoi chiedere di essere tassato a un'aliquota fissa del 24% sui redditi da lavoro fino a 600.000 € l'anno (47% oltre), invece della progressiva spagnola. Più alto è lo stipendio, maggiore il vantaggio.
Per quanto tempo?
Vale l'anno del trasferimento più i cinque successivi, quindi sei anni in tutto, poi passi al regime ordinario dei residenti.
Chi ne ha diritto (e il vantaggio da cittadino UE)
Tre condizioni: non essere stato residente fiscale in Spagna nei cinque anni precedenti; avere un motivo chiaro (contratto di lavoro spagnolo, distacco aziendale, ruolo di amministratore, attività imprenditoriale, o lavoro da remoto); e fare domanda nei tempi. Da cittadino italiano e UE hai un vantaggio: non ti serve un visto per vivere a Valencia, basta il certificato di registrazione come residente UE. Puoi comunque optare per il regime Beckham se attivi un rapporto di lavoro o un'attività ammissibile.
E il visto per nomadi digitali?
Il visto per nomadi digitali serve ai cittadini extra-UE: a te no. Ti interessa piuttosto la soglia di reddito e, soprattutto, l'iscrizione all'AIRE e il coordinamento con l'Agenzia delle Entrate per evitare la doppia imposizione.
Come fare domanda, passo per passo
Il tempo è tutto. Dopo l'iscrizione alla Previdenza sociale spagnola o l'avvio dell'attività, hai sei mesi per presentare il Modelo 149 all'Agencia Tributaria con i giustificativi. Se salti la scadenza, perdi il regime per quegli anni. Ogni anno dichiari con il Modelo 151.
Le trappole da conoscere
Non conviene a tutti. I redditi da lavoro di fonte estera restano tassati in Spagna e perdi alcune detrazioni dei residenti ordinari. Sotto questo regime non sempre sei « residente » ai fini delle convenzioni, quindi occhio alla convenzione Italia-Spagna. Fai due conti con un commercialista prima di scegliere.
Fonti ufficiali
- Agencia Tributaria : regime degli impatriati, Modelo 149 e Modelo 151.
- Legge 28/2022 (legge sulle startup), testo ufficiale sul BOE.
- Ministero degli Esteri spagnolo: visto per nomadi digitali e consolati.
- Agenzia delle Entrate: AIRE e convenzione Italia-Spagna.
La redazione di The Daily Valencia
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